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Monitoraggio dei Campi EM di origine antropica

Nelle bande ELF-LF-VHF-UHF (50 Hz, 100 kHz - 3 GHz)

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

4.II. Architettura di rete

In estrema sintesi, l'architettura funzionale di una rete di monitoraggio comprende un certo numero di stazioni mobili di rilevamento in continuo dei valori del campo elettromagnetico(centraline), distribuite sul territorio, da un Centro di coordinamento e di raccolta dei dati (C.R.D.) che provvede all'esercizio tecnico delle centraline periferiche, e da un Centro di coordinamento della rete (C.C.R.) che ha la responsabilità della gestione tecnico-operativa dell'intera rete. Il sistema è completato da una infrastruttura di telecomunicazione per interconnettere i vari elementi della rete.

Di seguito è rappresentato uno schema di connessione della rete, basato sul collegamento via GSM, tra le centraline ed il C.R.D.(ad esempio l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente-ARPA) e via internet tra il C.R.D. ed il C.C.R (Amministratzione territoriale, ad esempio una regione o comune, preposta alla diffusione dei dati ai soggetti interessati).

FIGURA 21 Schema di connessione delle rete via GSM Schema di connessione delle rete via GSM

Per quanto riguarda l'architettura da conferire alla rete, la scelta deve tener conto oltre che di quanto già indicato, dei seguenti requisiti:

  • flessibilità: la rete deve poter essere adattata alle esigenze del monitoraggio senza alterare la sua configurazione;
  • dinamicità: gli elementi periferici della rete debbono potere essere collocati sul terreno senza che ciò impedisca il regolare funzionamento della rete nella sua interezza;
  • sopravvivenza: l'eventuale inefficienza di una parte della rete non deve comprometterne il rimanente funzionamento;
  • contenuti costi di esercizio: l'impegno di personale specialistico deve essere limitato e commisurato alle reali esigenze di monitoraggio provenienti dal territorio

I requisiti elencati possono essere agevolmente soddisfatti adottando un'architettura di rete strutturata su tre livelli come indicato nella figura 22.

FIGURA 22 Una possibile architettura di rete Una possibile architettura di reteM

Il primo livello gerarchico della rete è di competenza dell'Amministrazione preposta alla diffusione dei dati che istituisce il Centro di coordinamento della rete (C.C.R.).
Il secondo livello è di competenza dell'Ente tecnico preposto alla gestione tecnico-logistica della rete che attiva un Centro di raccolta dati (C.R.D.).
Il terzo livello gerarchico è costituito da ogni configurazione di centraline schierate sul territorio.

Centro di coordinamento della rete (C.C.R.) - Primo livello di rete

Il C.C.R. svolge le seguenti funzioni:

  • attuazione delle direttive per la gestione operativa della rete sul territorio;
  • coordinamento delle attività per la dislocazione delle centraline;
  • analisi, raccolta e archiviazione dei rapporti di monitoraggio provenienti dal centro raccolta dati.
  • diffusione dei rapporti di monitoraggio;
  • predisposizione di documentazione informativa sull'attività di monitoraggio.

Centro di raccolta dati (C.R.D.) - Secondo livello di rete

Il C.R.D svolge le funzioni necessarie al fine di assicurare la funzionalità della rete.
In particolare sono di competenza del C.R.D. le seguenti funzioni:

  • dispiegamento delle configurazioni della rete (centraline);
  • individuazione dei posizionamenti puntuali delle centraline e della durata cicli di monitoraggio;
  • validazione, raccolta ed archiviazione dei dati grezzi provenienti dalle centraline;
  • elaborazioni statistiche dei dati validati;
  • compilazione ed invio al CCR del rapporto dei dati validati ed elaborati;
  • manutenzione ordinaria del materiale di rete.

Rete di centraline – Terzo livello di rete

Ogni configurazione operativa dell'insieme delle centraline costituisce un terzo livello di rete.
Il terzo livello di rete, variabile in relazione alle diverse dislocazioni delle centraline, è di competenza del C.C.R. per quanto riguarda la scelta delle aree da monitorare, mentre sono di competenza del C.R.D. l'individuazione puntuale dei posizionamenti delle centraline e della durata dei cicli di monitoraggio.

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