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Monitoraggio dei Campi EM di origine antropica

Nelle bande ELF-LF-VHF-UHF (50 Hz, 100 kHz - 3 GHz)

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

4.V. Scenari di utilizzazione dei dati

A conclusione dell'analisi svolta, si possono individuare alcuni scenari operativi d'impiego della rete e quindi il campo di utilizzazione dei dati forniti delle centraline.

  • Una prima possibilità è strettamente legata alla principale peculiarità delle centraline che, in quanto progettate per il monitoraggio continuo, consente la registrazione temporale del campo elettromagnetico. Tale caratteristica messa a sistema con i dati relativi al catasto delle sorgenti di campo, fornisce le correlazioni tra la dislocazione degli impianti sul territorio e le loro caratteristiche radioelettriche, il trend di sviluppo degli stessi, ed il trend dei valori di esposizione sul territorio.
  • Un'ulteriore possibilità è connessa alla funzione di sensore di “warning” da attribuire alle centraline. Per le motivazioni tecniche già illustrate, i valori misurati dalle centraline non possono essere direttamente utilizzati per la verifica del rispetto dei limiti previsti dalla normativa. Tuttavia è possibile utilizzare la logica interna e gli automatismi della strumentazione per impostare soglie di allarme che, se superate, consentono l'intervento mirato per l'esecuzione di misure più accurate con le modalità previste dalla normativa vigente. Tale criterio di impiego appare quanto mai opportuno in siti complessi ove i valori di campo si discostano significativamente dal valore di fondo, attestandosi su valori prossimi al limite dalla norma (tale caso comprende anche quello relativo a impianti le cui emissioni sono state ridotte a conformità).
  • Inoltre, le risultanze del monitoraggio potranno essere utilizzate per la pianificazione delle attività di vigilanza e di controllo degli impianti.
  • Infine, le centraline possono essere inoltre utilizzate come primo anello strumentale nella procedura di misura dei valori di campo elettromagnetico in quelle situazioni nelle quali i valori di campo elettrico subiscono variazioni significative a breve e medio termine. Con tale criterio, infatti, la preventiva analisi del sito eseguita con la centralina, pur tenendo conto dei limiti tecnici di cui si è gia detto, consente di eseguire le successive misure tenendo conto non soltanto della caratterizzazione spaziale del campo che viene assicurata dalla validazione dei dati, ma soprattutto dell'andamento temporale dei dati consentendo così la programmazione e l'esecuzione delle misure durante le finestre temporali più critiche.

Come esemplificazione, nella figura 25 è stato riportato il grafico dell'andamento temporale del valore di campo elettrico mediato, su intervalli di 6 minuti, misurato in un sito con prevalenza di contributi di campo generati da stazioni radio base (alta frequenza). Esso mostra come l'andamento giornaliero tipico del valore medio su 6 minuti sia caratterizzato da valori minimi durante le ore notturne e da due massimi, il primo nella fascia oraria 10-13 ed il secondo nella fascia 18-22.

FIGURA 25 Tipico andamento medio del campo elettrico nell'arco di una giornata dalle ore 00 alle ore 24 Tipico andamento medio del campo elettrico nell'arco di una giornata dalle ore 00 alle ore 24

Nel grafico successivo (figura 26) è mostrato l'andamento tipico del valore dell'induzione magnetica registrato in prossimità di un elettrodotto (grafico in rosso). La figura riporta anche il valore registrato della corrente ed il valore dell'induzione magnetica determinato con il calcolo.
Dal confronto delle curve si osserva come l'andamento dell'induzione magnetica sia strettamente correlato a quello della corrente e che il modello di calcolo adottato, pur con valori in eccesso, fornisce lo stesso andamento dell'induzione magnetica misurata.

FIGURA 26 Andamento tipico del valore dell'induzione magnetica registrato in prossimità di un elettrodotto (grafico in rosso) Andamento tipico del valore dell'induzione magnetica registrato in prossimità di un elettrodotto (grafico in rosso)
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