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Monitoraggio dei Campi EM di origine antropica

Nelle bande ELF-LF-VHF-UHF (50 Hz, 100 kHz - 3 GHz)

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

5.II. Procedure tecniche per criticità dovute agli elettrodotti

La criticità di un elettrodotto, con riferimento all'induzione magnetica, è connessa al superamento dei limiti previsti dal D.P.C.M. 8 luglio 2003, di seguito riportati.

INDUZIONE MAGNETICA
Limiti di Esposizione
(µT)
Valori di Attenzione
(µT)
Obiettivi di Qualità
(µT)
100 10 3

 

La completa formulazione dei limiti sopra indicati necessita di ulteriori specificazioni riguardanti le condizioni di esercizio degli elettrodotti durante le misure:

  • i limiti di esposizione non devono essere superati in tutte le condizioni di esercizio degli elettrodotti;
  • i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità sono da intendersi come mediana dell'induzione magnetica nelle 24 ore e nelle normali condizioni di esercizio dell'elettrodotto.

Nel caso in cui i dati misurati dalle centraline abbiano evidenziato superamenti dei limiti occorre ricondurre i valori dell'induzione magnetica entro i limiti precedentemente indicati.
Diversamente è per gli impianti per le telecomunicazioni, per i quali l'adozione della riduzione a conformità non comporta necessariamente la modifica dei parametri di emissione dell'impianto (potenza in antenna) o il suo spostamento, nel caso di un elettrodotto che determini il superamento dei limiti in uno o più punti del territorio, non è possibile modificarne i parametri di esercizio, ma è necessario agire sugli elementi costituenti l'elettrodotto (linee e tralicci). Va altresì specificato che in generale la normativa non impone le soluzioni tecnologiche per far rientrare i valori di esposizione nelle prescrizioni, ma si limita ad imporre le prescrizioni stesse. Pertanto sono lasciate ai gestori le scelte tecnologiche idonee per il raggiungimento di tale obiettivo che si configura come una specifica azione di risanamento.
Per ridurre l'intensità dei campi generati da un elettrodotto aereo in determinati punti, senza modificarne i parametri elettrici principali (corrente di esercizio e potenza trasportata), sono sostanzialmente possibili le seguenti soluzioni:

  1. modificare il tracciato;
  2. aumentare l'altezza dei sostegni;
  3. adottare sostegni “compatti”, che riducano l'interdistanza tra i vari conduttori di fase;
  4. ricorrere a linee split-phase;
  5. interramento.

La soluzione 1) tende ad allontanare la linea di punti critici. Il campo magnetico, a grande distanza da un elettrodotto (grande rispetto alla mutua distanza tra i conduttori) è inversamente proporzionale al quadrato della distanza stessa. La soluzione non sempre è di semplice attuazione perché lo spostamento di una campata comporta la modifica di un tratto dell'elettrodotto che comprende più campate.

La soluzione 2) aumenta l'altezza dei conduttori rispetto ai siti sensibili e ciò riduce il valore campi Il metodo risulta abbastanza efficace per abbattere i valori riscontrabili direttamente al di sotto di un elettrodotto o nelle sue immediate vicinanze (al massimo alcune decine di metri), mentre è assai meno efficace per ridurre i valori a distanze maggiori, vedasi figura 28.

FIGURA 28 Profili laterali dell'induzione magnetica ad 1 metro dal suolo, generata da un elettrodotto semplice terna 380 kV/1500 A con il conduttore più basso posto a 15 m dal suolo (curva superiore) e a 35  m dal suolo (curva inferiore) Profili laterali dell'induzione magnetica ad 1 metro dal suolo, generata da un elettrodotto semplice terna 380 kV/1500 A con il conduttore più basso posto a 15 m dal suolo (curva superiore) e a 35 m dal suolo (curva inferiore)

La soluzione 3) si basa sulla circostanza che il campo magnetico generato da un elettrodotto dipende in maniera sensibile dalle mutue distanze tra i vari conduttori che costituiscono la linea. L'adozione di sostegni “compatti” riduce tali distanze con la conseguente riduzione delle intensità del campo in tutti i punti circostanti l'elettrodotto, soprattutto ad una certa distanza da esso (vedasi figura 29).

FIGURA 29 Profili laterali dell'induzione magnetica ad 1 metro dal suolo, generata da un elettrodotto semplice terna 380 kV/1500 A con sostegni standard a traliccio (curva superiore) e da un elettrodotto analogo con sostegni innovativi tipo Foster and partners (curva inferiore); in entrambi i casi il conduttore più basso si trova ad una altezza di 25 metri dal suolo. Profili laterali dell'induzione magnetica ad 1 metro dal suolo, generata da un elettrodotto semplice terna 380 kV/1500 A con sostegni standard a traliccio (curva superiore) e da un elettrodotto analogo con sostegni innovativi tipo Foster and partners (curva inferiore); in entrambi i casi il conduttore più basso si trova ad una altezza di 25 metri dal suolo.

La soluzione 4) è una delle tecniche più efficaci per abbattere il campo magnetico. Lo split-phase consiste nel ripartire tra due o più conduttori la corrente trasportata da un singolo conduttore di fase, in modo da avere correnti minori su ciascun conduttore e contemporaneamente poter scegliere lo schema di cablaggio in modo da ottenere la massima cancellazione tra i contributi dei conduttori stessi al campo totale, sfruttando la composizione delle diverse fasi di ciascuna corrente.
Una forma attuativa di questa tecnica può consistere nel convertire a doppia terna una tratta a semplice terna, a parità di tensione e di potenza trasportata (vedasi figura 30).

FIGURA 30 Profili laterali dell'induzione magnetica ad 1 metro dal suolo di una linea semplice terna da 380 kV/1500 A, (curva superiore) e linea a doppia terna di uguale tensione e potenza con conduttori aduna altezza minima di 25 metri dal suolo Profili laterali dell'induzione magnetica ad 1 metro dal suolo di una linea semplice terna da 380 kV/1500 A, (curva superiore) e linea a doppia terna di uguale tensione e potenza con conduttori aduna altezza minima di 25 metri dal suolo

La souzione 5) prevede la sostituzione dei conduttori aerei con cavi isolati interrati.
Le più recenti tecnologie per l'isolamento dei cavi consentono di realizzare una maggiore compattezza (ovvero minore interdistanza mutua tra i vari conduttori) di un elettrodotto interrato rispetto alla configurazione aerea nella quale i conduttori non sono isolati. Ciò determina una rapida attenuazione dell'intensità del campo magnetico con la distanza dalla linea. Infatti, mentre nelle immediate vicinanze di una linea interrata ci si devono aspettare valori dello stesso ordine di grandezza di quelli riscontrabili sotto una linea aerea di caratteristiche corrispondenti, con l'aumentare della distanza, anche di pochi metri, dalla linea interrata i valori attesi decadono assai rapidamente a livelli che, per la linea aerea, richiederebbero distanze di molte decine di metri (vedasi figura 31).

FIGURA 31 Profili laterali ad 1 metro dal suolo dell'induzione magnetica generata da una linea aerea a semplice terna 132 kV/450A con il conduttore più basso posto ad una altezza di 18 metri dal suolo (curva superiore) e da linea interrata a trifoglio (curva inferiore) posta ad una profondità di 1,5 metri Profili laterali ad 1 metro dal suolo dell'induzione magnetica generata da una linea aerea a semplice terna 132 kV/450A con il conduttore più basso posto ad una altezza di 18 metri dal suolo (curva superiore) e da linea interrata a trifoglio (curva inferiore) posta ad una profondità di 1,5 metri
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