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Monitoraggio dei Campi EM di origine antropica

Nelle bande ELF-LF-VHF-UHF (50 Hz, 100 kHz - 3 GHz)

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

2.I. Le configurazioni spaziali del campo

Le tecniche e la tipologia di strumentazione per la misura dei parametri del campo elettromagnetico devono tenere conto delle configurazione spaziali e delle proprietà del campo in relazione alle dimensioni delle sorgente (antenna) ed alla lunghezza d'onda.
Un campo elettromagnetico con lunghezza d'onda λ emmesso da una generica antenna avente la massima dimensione linare “D” metri, presenta le caratteristiche spaziali e proprietà fisiche che condizionano significativamente le metodiche di misura e la scelta della strumentazione (norma CEI 211-7 del 2001 “Guida per la misura e per la valutazione dei campi elettromagnetici nell'intervallo di frequenza 10kHz-300 GHz con riferimento all'esposizione umana”).
In sintesi, assumendo come origine il centro geometrico di un'antenna, è possibile individuare le seguenti tre regioni spaziali:

  • regione di campo reattivo;
  • regione di campo vicino radiativo;
  • regione di campo lontano radiativo.

Le figure seguenti (figura 2 e figura 3) individuano queste 3 regioni anche in relazione alla dimensione dell'antenna.

FIGURA 2 Configurazione spaziale del campo elettromagnetico con D<<λ. Tale configurazione che il campo assume nello spazio dipende dalla geometria dell'antenna, dalla distanza r dalla sorgente e dalla lunghezza d'onda λ Configurazione spaziale del campo elettromagnetico con D<<λ. Tale configurazione che il campo assume nello spazio dipende dalla geometria dell'antenna, dalla distanza r dalla sorgente e dalla lunghezza d'onda λ

FIGURA 3 Configurazione spaziale del campo elettromagnetico con D>>λ Configurazione spaziale del campo elettromagnetico con D>>λ
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