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  Quadro Normativo

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

CAPITOLI
  1. Il quadro normativo del settore
  2. La normativa nazionale
    1. La Legge quadro n. 36/01 sulla “protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”
    2. Il D.P.C.M attuativo della L. 36 del 22 febbraio 2001 (da 0 Hz a 100 kHz)
    3. Il D.P.C.M attuativo della L. 36 del 22 febbraio 2001 (da 100 kHz a 300 GHz)
  3. Riferimenti comunitari
  4. Confronto
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2.I. La Legge quadro n. 36/01 sulla “protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” (G.U. n. 55 del 7/3/2001)

La Legge quadro n. 36/01 costituisce il riferimento normativo nazionale principale nella specifica materia poiché tutte le norme successive discendono o fanno riferimento a detta legge.
La norma, pur avendo un dispositivo che si discosta nettamente dalle omologhe leggi che vigono nei paesi dell'U.E. e da quelle in vigore nei paesi industrializzati, copre lo stesso range di frequenze previsto dalla normativa internazionale

FIGURA 1 Campo di frequenza trattato dalla normativa Campo di frequenza trattato dalla normativa

Uno degli elementi più qualificanti della legge, è l'adozione del principio di precauzione per il quale la norma fornisce indicazioni puntuali sui criteri con i quali devono essere definiti i nuovi limiti a tutela della salute della popolazione e dei lavoratori dalla esposizione ai c.e.m.
A tal fine, la norma definisce i seguenti limiti enunciandone le finalità:

  • limite di esposizione: è il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della popolazione e dei lavoratori;
  • valore di attenzione: è il valore del campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, considerato come valore di immissione che non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici, e nei luoghi adibiti a permanenze prolungate. Esso costituisce misura di cautela ai fini della protezione da possibili effetti a lungo termine;
  • obiettivi di qualità sono criteri localizzativi, standard urbanistici e incentivazioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, indicati dalle regioni; sono valori di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico, definiti dallo stato ai fini della progressiva minimizzazione dell'esposizione.

Su tali definizioni si possono fare alcune considerazioni. Intanto emerge che l'adozione del principio di precauzione trova riscontro nella definizione del valore di attenzione inteso come misura di cautela al fine della protezione da possibili effetti a lungo termine. Tale impostazione è del tutto assente nella Raccomandazione del Consiglio d'Europa del luglio 1999.
Inoltre, mentre ai limiti di esposizione ed al valore di attenzione è attribuita una finalità sanitaria, gli obiettivi di qualità non hanno tale finalità ma quella del miglioramento della qualità ambientale.
Infine, particolare rilevanza assume la prescrizione contenuta nella definizione degli obiettivi di qualità per la quale è riservata solo allo Stato la competenza di fissarli in termini di valori di campo elettromagnetico.
Si sintetizzano di seguito gli elementi salienti della norma:

  • ha lo scopo di assicurare la tutela della popolazione e dei lavoratori nei confronti degli effetti dei campi elettromagnetici a breve e a lungo termine assumendo, per quest'ultimi, il principio di precauzione;
  • ha come campo di applicazione gli elettrodotti e gli impianti per uso civile e militare che causano esposizione della popolazione e dei lavoratori ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nell'intervallo di frequenza da 0 Hz a 300 GHz (figura 1);
  • introduce i limiti di esposizione e i valori di attenzione per la protezione dagli effetti a breve e a lungo termine, e gli obiettivi di qualità per la progressiva minimizzazione dell'esposizione;
  • affida a successivi decreti D.P.C.M. (emanati nel 2003) la definizione dei limiti;
  • prescrive il completo risanamento degli impianti radioelettrici entro due anni e degli elettrodotti entro dieci anni, stabilendo per quest'ultimi i criteri di priorità degli interventi;
  • prevede sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti trasgressori o inadempienti;
  • attribuisce specifiche competenze alle Regioni, alle Province e ai Comuni in materia autorizzativa mentre affida le attività di controllo alle Agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale;
  • istituisce i catasti nazionale e regionali degli elettrodotti e degli impianti emittenti;
  • prescrive che i prodotti commerciali che generano campi elettromagnetici riportino l'indicazione dei valori di campo emessi nelle condizioni di impiego;
  • promuove l'educazione ambientale e l'informazione per la popolazione nel settore.
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