MENU DI NAVIGAZIONE:

  Quadro Normativo

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

2.II. Il D.P.C.M attuativo della L. 36 del 22 febbraio 2001 (da 0 Hz a 100 kHz)

Fissa i nuovi limiti di esposizione, i valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai capi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti (G.U. n. 200/03).
In sintesi la norma:

  • scaturisce dalla legge quadro n. 36 del 22/2/01 (art. 4, comma 2 lettera a);
  • abroga il D.P.C.M. del 1992 ed il D.P.C.M. del 1995;
  • ha come campo di applicazione gli elettrodotti così come definiti all'art. 3 comma 1 lettera e) della L. 36/01:“l'elettrodotto è l'insieme delle linee aeree, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione”;
  • per le altre sorgenti con frequenza da 0 Hz a 100 kHz rimanda alla raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 12 luglio 1999;
  • stabilisce che le tecniche di misurazione da adottare siano quelle indicate dalle norme CEI;
  • stabilisce che per la determinazione del valore d'induzione magnetica utile ai fini della verifica del non superamento del valore di attenzione e dell'obiettivo di qualità, il sistema agenziale apat-arpa dovrà determinare le procedure di misura e valutazione, per la successiva approvazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio;
  • definisce le fasce di rispetto da calcolare sulla base della corrente normale di esercizio e con riferimento agli obiettivo di qualità di 3 µT;
  • fissa i seguenti limiti:
    Grandezza Limiti di Esposizione Valori di Attenzione Obiettivi di Qualità
    Induzione magnetica (µT) 100 10 3
    Campo elettrico (kV/m) 5 ---- ----

    • i limiti di esposizione non devono essere mai superati;
    • i valori di attenzione, come misura di cautela per la protezione dai possibili effetti a lungo termine non possono essere superati:
      • nelle aree gioco per l'infanzia;
      • in ambienti abitativi;
      • in ambienti scolastici;
      • nei luoghi adibiti a permanenza superiore alle 4 ore.
      Il valore di 10 µT è da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio.
    • gli obiettivi di qualità, ai fini della progressiva minimizzazione della esposizione(non ha significato sanitario), non possono essere superati nella progettazione dei nuovi elettrodotti e nella progettazione di nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche in corrispondenza di:
      • ambienti abitativi;
      • ambienti scolastici;
      • luoghi adibiti a permanenza non inferiore alle quattro ore.

Il valore di 3 µT è da intendersi come mediana dei valori nell'arco delle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio dell'elettrodotto.

Nella figura 2 che segue è riportata la rappresentazione grafica dei limiti prescritta dal Decreto nell'intervallo di frequenza da 0 Hz a 100 kHz.

FIGURA 2 Rappresentazione grafica dei limiti di esposizione, dei valori di a attenzione e degli obiettivi di qualità, per l'induzione magnetica, fissati dal D.P.C.M. 8 luglio 2004 (basse frequenze) Rappresentazione grafica dei limiti di esposizione, dei valori di a attenzione e degli obiettivi di qualità, per l'induzione magnetica, fissati dal D.P.C.M. 8 luglio 2004 (basse frequenze)

Gli aspetti innovativi

  • Estende il campo di applicazione della precedente normativa anche alle sorgenti di campo elettrico e magnetico, diverse dagli elettrodotti, aventi frequenza da 0 Hz a 100 kHz.
  • Per tali tipologie di sorgenti rimanda all'insieme completo di restrizioni stabilite dalla Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 1999.
  • Assume, quali limiti di esposizione per il campo elettrico e per l'induzione magnetica, i limiti indicati dalla raccomandazione del consiglio dell'unione europea del 1999 (corrispondenti ai limiti di cui all'art. 4 dell'abrogato D.P.C.M. del 1992).
  • Per i soli elettrodotti, e per la sola induzione magnetica, introduce due ulteriori limiti:
    • il valore di attenzione a tutela dai possibili effetti a lungo termine;
    • l'obiettivo di qualità, che non ha significato sanitario.

Le criticità

  • Il rimando all'insieme completo di restrizioni stabilite dalla Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 1999 per le sorgenti di campo elettrico e magnetico diverse dagli elettrodotti è tecnicamente incongruente con la norma che riguarda gli elettrodotti in quanto la norma europea comprende anche il criterio di verifica della condizione di esposizione multisorgenti a bassa ed alta frequenza, che è inconciliabile con l'Allegato C del decreto per le alte frequenze e con il presente decreto che non prevede l'esposizione multisorgente.
  • Non sono specificate le alle quali devono essere riferiti i limiti di esposizione.
  • La formulazione del valore di attenzione consente di accertare la rispondenza alla norma solo per gli elettrodotti già esistenti.
  • Per i futuri elettrodotti manca il riferimento progettuale.
  • La legge 36/01, art. 4 comma 1 lettera g, prescrive che all'interno delle fasce di rispetto non possano insistere i recettori indicati per gli obiettivi di qualità.
    Se le fasce di rispetto sono applicabili ai futuri elettrodotti si avrebbe che:
    • per i nuovi elettrodotti l'obiettivo di qualità di 3 µT sarebbe calcolato sulla base della mediana dei valori di corrente nelle 24 ore nelle normali condizioni di esercizio;
    • per la determinazione delle fasce di rispetto, il valore di 3 µT sarebbe calcolato sulla base della valore della corrente in servizio normale come definita della norma CEI 11-60;
    Se le fasce di rispetto si riferiscono agli elettrodotti già esistenti si avrebbe che:
    • i nuovi insediamenti sarebbero interdetti nella fascia di rispetto calcolata per il valore di 3 µT sulla base del valore della corrente in servizio normale come definita dalla norma CEI 11-60;
    • i risanamenti degli elettrodotti esistenti dovrebbero essere eseguiti sulla base dell'obiettivo di qualità di 3 µT, calcolato con il valore della corrente in servizio normale come definita dalla norma CEI 11-60.
TORNA SU SUCCESSIVO