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  Quadro Normativo

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

2.III. Il D.P.C.M attuativo della L. 36 del 22 febbraio 2001( da 100 kHz a 300 GHz)

Fissa i nuovi limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici, magnetici, ed elettromagnetici generati alle frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz, figura 3 (G.U. n.199/03).

FIGURA 3 Rappresentazione grafica dei limiti di esposizione, dei valori di a attenzione e degli obiettivi di qualità fissati dal D.P.C.M. 8 luglio 2004 (alte frequenze) Rappresentazione grafica dei limiti di esposizione, dei valori di a attenzione e degli obiettivi di qualità fissati dal D.P.C.M. 8 luglio 2004 (alte frequenze)

In sintesi la norma:

  • scaturisce dalla legge quadro 36 del 22/2/01 (art. 4, comma 2 lettera a);
  • abroga il D.M. 381/98;
  • ha come campo di applicazione le sorgenti fisse con frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz;
  • non si applica:
    • ai lavoratori esposti per ragioni professionali;
    • agli impianti radar ed agli impianti con emissioni pulsate per i quali è previsto un successivo decreto;
    • agli impianti delle forze armate e delle forze di polizia per i quali è previsto un successivo decreto;
    • per le sorgenti non riconducibili ai sistemi di telecomunicazioni si applicano le restrizioni di cui alla raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 12/7/1999;
  • rimanda alle norme CEI per le tecniche di misurazione e di rilevamento dei livelli di esposizione;
  • fissa:
    • i seguenti limiti di esposizione che non devono essere mai superati (valori efficaci mediati su un'area equivalente del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti):

      frequenza campo elettrico (V/m) campo magnetico (A/m) densità di potenza (W/m2)
      0,1 ÷ 3 MHz 60 0,2 //
      3 MHz ÷ 3.000 MHz 20 0,05 1
      3.000 MHz ÷ 300 GHz 40 0,01 4

    • i seguenti valori di attenzione (valori efficaci mediati su un'area equivalente del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti) per la protezione dai possibili effetti a lungo termine, che non devono essere superati:
      • all'interno di edifici adibiti a permanenza superiore alle quattro ore;
      • nelle pertinenze esterne quali balconi terrazze e cortili;
      • sono esclusi i lastrici solari.

      frequenza campo elettrico (V/m) campo magnetico (A/m) densità di potenza (W/m2)
      0,1 MHz ÷ 300 GHz 6 0,16 0,1

    • i seguenti obiettivi di qualità (valori efficaci mediati su un'area equivalente del corpo umano e su qualsiasi intervallo di sei minuti) per la progressiva minimizzazione dell'esposizione, intesi come valori di immissione del campo elettromagnetico che non devono essere superati all'aperto nelle aree intensamente frequentate intese anche come superfici edificate ovvero attrezzate permanentemente per il soddisfacimento di bisogni sociali, sanitari e ricreativi:

      frequenza campo elettrico (V/m) campo magnetico (A/m) densità di potenza (W/m2)
      0,1 MHz ÷ 300 GHz 6 0,16 0,1

Gli aspetti innovativi del Decreto

  • Estende il campo di applicazione anche ai sistemi non destinati alle telecomunicazioni.
  • Rimanda all'insieme completo di restrizioni stabilite dalla Raccomandazione del Consiglio dell'Unione Europea del 1999 per le emissioni generate da impianti diversi dai sistemi fissi per le telecomunicazioni.
  • Introduce il valore di attenzione come misura di cautela per i possibili effetti a lungo termine.
  • Introduce un ulteriore nuovo limite costituito dagli obiettivi di qualità che non ha significato sanitario.
  • Prevede una normativa particolare per gli impianti delle forze armate e delle forze di polizia.
  • Prescrive la riduzione a conformità nel caso che la somma normalizzata dei contributi delle emissioni sia ≥ 1.

Le criticità della norma

  • Nel caso di esposizioni multiple causate da impianti per le telecomunicazioni e da altri tipi di sorgenti, è tecnicamente incongruente il criterio di verifica del superamento dei limiti per i contributi dovuti ai sistemi delle telecomunicazioni, di cui all'Allegato C del decreto, con i criteri previsti dalla Raccomandazione del Consiglio U.E. per quanto riguarda i contributi di campo dovuti ad altre tipologie di sorgenti come, ad esempio, gli elettrodotti.
  • Per i motivi di cui sopra, il decreto non si raccorda con quello sugli elettrodotti che non prevede la riduzione a conformità.
  • Il testo del decreto indica condizioni diverse per la riduzione a conformità rispetto all'allegato al decreto stesso.
  • La formulazione dei luoghi ove verificare gli obiettivi di qualità non è inequivocabilmente definita.
  • Appare immotivato che:
    • solo gli obiettivi di qualità siano definiti come valore di immissione;
    • non sia prevista la riduzione a conformità per il superamento degli obiettivi di qualità.
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