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  Quadro Normativo

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

3. Riferimenti comunitari

A premessa della presentazione dei contenuti della Raccomandazione (riguardante la popolazione) e della successiva Direttiva (riguardante i lavoratori) del Consiglio d'Europa è necessario illustrare, sia pure sinteticamente, il razionale scientifico sul quale esse si basano che è quello adottato dall'ICNIRP (International Commission on Non Inizing Radiation Protection).

Il razionale dell' ICNIRP

Il razionale scientifico della normativa per la protezione dalla esposizione umana dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (c.e.m.) sono i criteri ed i procedimenti tecnici con i quali sono stati determinati i limiti di esposizione che, sottoforma di linee guida, possono costituire riferimento per la formazioni degli atti legislativi che regolano la materia.
I cardini fondamentali del razionale sono basati sui seguenti assunti:

  • Distinzione tra:
    • meccanismi di interazione;
    • effetti biologici;
    • effetti di danno alla salute (effetti sanitari).
  • Individuazione delle grandezze di base e delle grandezze derivate.
  • Individuazione di limiti di base e dei livelli di riferimento.

I meccanismi di interazione - effetti biologici - effetti di danno alla salute

In generale, i campi elettromagnetici interagiscono con la materia attraverso i cosiddetti “meccanismi di interazione“ cioè con una serie di fenomeni che sono strettamente dipendenti dalle proprietà elettriche e magnetiche della materia e dalle caratteristiche del campo. Ciò si verifica anche nel corpo umano quando è esposto a campi elettromagnetici. In conseguenza dei meccanismi di interazioni, si determinano una serie di effetti biologici alcuni dei quali possono causare un danno alla salute. Appare quindi di fondamentale importanza la differenza tra l'effetto biologico e l'effetto di danno alla salute provocato dalla esposizione umana ai campi elettromagnetici.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) fornisce una chiara distinzione tra i due effetti: “Un effetto biologico si verifica quando l'esposizione alle onde elettromagnetiche provoca qualche variazione fisiologica notevole o rilevabile in un sistema biologico. Un effetto di danno alla salute si verifica quando l'effetto biologico è al di fuori dell'intervallo in cui l'organismo può normalmente compensarlo, e ciò porta a qualche condizione di danno alla salute“.
Ciò posto, e chiarito che l'effetto biologico non si configura necessariamente in un danno alla salute, rimane da stabilire in quali condizioni un campo elettromagnetico può avere effetti sulla salute umana.

Grandezze di base e grandezze di riferimento - Limiti di base e livelli di riferimento

Per affrontare il problema conviene riferirsi alla suddivisione dello spettro in basse frequenze (da 0 Hz a 10 kHz) e in alte frequenze (da 10 kHz a 300 GHz) poiché i meccanismi di interazione e quindi gli effetti biologici, sono strettamente dipendenti dalla frequenza del campo elettromagnetico e, naturalmente, dalla sua intensità.
Va precisato che tale suddivisione è abbastanza arbitraria ma in questo contesto ciò non è di rilevante importanza poiché ogni altra possibile suddivisione non escluderebbe la contemporanea presenza, con diversa rilevanza, dei meccanismi di interazione tipici delle basse frequenze anche alle alte frequenze, e viceversa. Ciò che è rilevante è la preminenza di una classe di meccanismi rispetto alle altre e quindi di effetti, in dipendenza dalla frequenza del campo elettromagnetico.
Il passaggio dall'effetto biologico all'effetto di danno alla salute è individuato dai valori di soglia delle cosiddette grandezze di base che assumono il significato di limiti di base che dipendono dalla frequenza del campo elettromagnetico e rappresentano i veri limiti di esposizione al di sopra dei quali tali effetti si manifestano.
Ai valori di soglia dell'effetto di danno alla salute, ridotti di un fattore di sicurezza, si fanno corrispondere i valori del campo elettrico, magnetico, e di densità di potenza esterni, detti livelli di riferimento che, per come sono stati definiti, assumono il significato di limiti di esposizione per la prevenzione dagli effetti immediati.
Il non superamento di tali limiti fornisce quindi la certezza che non sia superata la soglia che separa l'effetto biologico dal danno immediato alla salute.
Questo è il criterio, cioè il razionale adottato dell'ICNIRP ma anche da altre organizzazioni scientifiche per l'individuazione dei limiti di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici che si può sintetizzare con lo schema seguente:

Limiti di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici

Le grandezze di base, sono rappresentative dei fenomeni di accoppiamento dei tessuti biologici con il campo elettrico, il campo magnetico ed il campo elettromagnetico.
Esse però non sono direttamente misurabili e quindi per la verifica delle stesse, in termini di limiti di base, si introducono le grandezze di riferimento connesse funzionalmente alle grandezze di base
Le grandezze di base, che dipendono strettamente dalla frequenza del campo come mostrato nella figura 4 sono:

  • induzione magnetica B (Tesla);
  • densità di corrente j (A/m2);
  • corrente di contatto i (A);
  • tasso di assorbimento specifico di potenza SAR (W/ kg);
  • tasso di assorbimento specifico di energia SA (J/kg);
  • densità di potenza S (W/m2);
FIGURA 4 Rappresentazione delle grandezze di base in funzione della frequenza secondo il razionale dell'I.C.N.I.R.P. Rappresentazione delle grandezze di base in funzione della frequenza secondo il razionale dell'I.C.N.I.R.P.

I limiti di base sono i valori delle grandezza di base che separano gli effetti biologici da quelli di danno alla salute. I limiti di base, ai quali è applicato un fattore di sicurezza tipicamente pari a 50, non devono essere mai superati.

Le grandezze di riferimento sono i parametri del campo elettromagnetico che si possono agevolmente misurare.
Le grandezze di riferimento sono quelle che caratterizzano l'esposizione del recettore vale a dire:

  • induzione magnetico B (Tesla);
  • intensità del campo elettrico V/m;
  • intensità del campo magnetico A/m;
  • densità di potenza S (W/m2).

Si può osservare che alcune grandezze di base coincidono con le grandezze di riferimento.

I livelli di riferimento sono i valori delle grandezze di riferimento correlati con i limiti di base.
I limiti di base sono considerati rispettati quando non sono superati i relativi livelli di riferimento.
Il superamento dei livelli di riferimento non comporta necessariamente il superamento di limiti di base.

Raccomandazione del Consiglio d'Europa per la popolazione

Il Consiglio d'Europa ha emanato la Raccomandazione del 12 luglio 1999 relativa alla "limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz". La raccomandazione fissa i limiti di base ed i livelli di riferimento per la protezione delle popolazione dagli effetti scientificamente accertati della esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
La Raccomandazione che ha recepito le linee guida dell'ICNIRP del 28/4/1998:

  • specifica che i limiti di esposizione adottati “tengono conto delle incertezze connesse con la sensibilità delle condizioni ambientali e delle differenti età e condizioni di salute fra i membri della popolazione”;
  • indica limiti di esposizione superiori a quelli previsti dal D.P.C.M. del luglio 2003 per i campi e.m. tra 100 kHz e 300 GHz; e dal D.P.C.M. 8 luglio 2003 per gli elettrodotti;
  • lascia facoltà agli stati membri di adottare limiti inferiori.

I limiti per il campo elettrico E e per l'induzione magnetica B previsti dalla Raccomandazione sono riportati nei grafici che seguono.

FIGURA 5

FIGURA 6

La Direttiva 2004/40/ce del Parlamento europeo del 29 aprile 2004 per i lavoratori

Per disciplinare l'esposizione ai campi elettromagnetici delle categorie lavorative,il Parlamento europeo ha emanato un'apposita Direttiva, che deve essere recepita dagli ordinamenti legislativi degli Stati membri entro il 30 aprile del 2008, che fissa le prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli ampi elettromagnetici.
La norma, che ha assunto il razionale dell'ICNIRP, si riferisce alla protezione dagli effetti scientificamente accertati.
A tale fine la norma fornisce le seguenti definizione di “limiti di esposizione” e di “valori di azione”:

  • valori limite di esposizione: limitazioni all'esposizione a campi elettromagnetici che sono direttamente basate su effetti sanitari accertati e su considerazioni biologiche. il rispetto di questi limiti assicura che i lavoratori esposti siano protetti da tutti gli effetti nocivi noti;
  • valori di azione: il valore dei parametri direttamente misurabili a cui si deve fare riferimento nei casi di superamenti per intraprendere una o più delle misure specificate nella direttiva.

Con riferimento alle definizioni della Raccomandazione U.E. per la protezione della popolazione, si osserva che la prima definizione è l'omologa della definizione dei limiti di base, mentre la seconda corrisponde alla definizione dei limiti di esposizione della citata Raccomandazione.
Nella tabella che segue sono indicati i limiti di esposizione in funzione della frequenza.

Intervallo di frequenza Intensità di campo elettrico E (V/m) Intensità di campo magnetico H (A/m) Induzione magnetica B (μT) Densità di potenza di onda piana equivalente Seq (W/m2) Corrente di contatto, IC (mA) Corrente indotta attraverso gli arti, IL (mA)
0 - 1 Hz - 1,63x105 2x105 - 1,0 -
1 - 8 Hz 20.000 1,63x105/f2 2x105/f2 - 1,0 -
8 - 25 Hz 20.000 2x104/f 2,5x104/f - 1,0 -
0,025 - 0,82 kHz 500/f 20/f 25/f - 1,0 -
0,82 - 2,5 kHz 610 24,4 30,7 - 1,0 -
2,5 - 65 kHz 610 24,4 30,7 - 0,4 f -
65 - 100 kHz 610 1.600/f 2.000/f - 0,4 f -
0,1 - 1 MHz 610 1,6/f 2/f - 40 -
1 - 10 MHz 610/f 1,6/f 2/f - 40 -
10 - 110 MHz 61 0,16 0,2 10 40 100
110 - 400 MHz 61 0,16 0,2 10 - -
400 - 2.000 MHz 3 f½ 0,008 f½ 0,01 f½ f/40 - -
2 - 300 GHz 137 0,36 0,45 50 - -

Nota: f è la frequenza espressa nelle unità indicate nella colonna relativa all'intervallo

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