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  Quadro Normativo

Del Dott. Ing. Angelo Lozito

4. Confronto

Dal confronto della Raccomandazione europea con il quadro legislativo nazionale, emerge che:

  • per la frequenza di 50 Hz, cioè per gli elettrodotti, i limiti previsti dalla Raccomandazione coincidono con i limiti di esposizione indicati dal D.P.C.M. 8/7/03 (100 µT per il campo magnetico e 5 kV/m per il campo elettrico). Tuttavia, mentre il citato decreto prescrive per l'induzione magnetica anche i valori di attenzione (5 µT) a tutele dei possibili effetti a lungo temine, e gli obiettivi di qualità (3 µT) per la progressiva minimizzazione dell'esposizione, la Raccomandazione non pone tali restrizioni.
  • per le radiofrequenze e le microonde, i limiti di esposizione previsti dalla Raccomandazione risultano tutti maggiori di quelli indicati dal D.P.C.M. 8/7/03.

Per quanto riguarda la protezione dei lavoratori dalla esposizione ai C.E.M., manca ancora la specifica norma nazionale che disciplini il settore.
Nella tabella che segue è riportata una esemplificazione del confronto tra le norme nazionali attualmente in vigore e le norme comunitarie di cui sopra.

frequenza servizio limiti nazionali
per popolazione
limiti europei
per popolazione
limiti europei
per lavoratori
50 Hz Trasporto
energia
elettrica
Valore di attenzione 10 µT
(induzione magnetica)

Obbiettivo di qualità 3 µT
(induzione magnetica)
100 µT
induzione
magnetica
500 µT
induzione
magnetica
1 MHz
10 MHz
30 MHz
Banda HF Valore di attenzione 6 V/m 87 V/m
27,5 V/m
28 V/m
610 V/m
61 V/m
61 V/m
470 MHz TV UHF Valore di attenzione 6 V/m 27 V/m 65 V/m
900 MHz GSM Valore di attenzione 6 V/m 41 V/m 90 V/m
1.800 MHz GSM Valore di attenzione 6 V/m 61 V/m 127 V/m
2 GHz UMTS Valore di attenzione 6 V/m 61 V/m 127 V/m

 

Un ulteriore aspetto sul quale la normativa nazionale si discosta da quella comunitaria riguarda le condizioni per le quali si rende necessaria la riduzione a conformità nei casi di esposizione multi sorgenti.
Come già esposto, la normativa nazionale prevede tale situazione solo per le emissioni da 100 KHz a 300 GHz, e quando si verifichi la condizione

con Ei i valori misurati di campo elettrico di ciascuna delle n sorgenti, ed Li i relativi limiti in funzione della frequenza.

Ben più articolata si presenta la normativa comunitaria poiché anziché porre condizioni sui soli valori delle grandezze di riferimento, fissa condizioni sui valori normalizzati delle grandezze di base in funzione delle frequenza e quindi sui valori delle grandezze di riferimento.
Per esposizioni simultanee a campi di frequenza diversa, il razionale della normativa europea prevede infatti che si debba considerare si deve considerare che gli effetti biologici dei campi si sommino in ragione della loro frequenza e quindi per la valutazione di tale additività i calcoli debbano essere eseguiti separatamente per ciascun effetto, sulle grandezze di base. In particolare gli effetti termici e di stimolazione elettrica sul corpo devono essere valutati separatamente.
Per gli effetti di stimolazione elettrica dei tessuti, significativi da 1 Hz a 10 MHz, le densità di corrente indotta devono essere sommate in base alla seguente formula:

dove:

  • Ji è la densità di corrente alla frequenza i;
  • JL, i è il limite di base della densità di corrente alla frequenza i;

Per gli effetti termici, significativi a partire da 100 kHz, il tasso di assorbimento specifico di energia (SAR) e la densità di potenza (S) devono essere sommati in base alla seguente formula:

dove:

  • SARi è il tasso di assorbimento specifico di energia dovuto alla esposizione alla frequenza i;
  • SARL è il limite di base per il tasso di assorbimento specifico di energia;
  • Si è la densità di potenza alla frequenza i;
  • SL è il limite di base per la densità di potenza.

Ai fini applicativi per la verifica dei limiti di base, i criteri da applicare ai livelli di riferimento dell'intensità dei campi devono essere i seguenti.
Per la densità di corrente indotta e gli effetti di stimolazione elettrica, significativi fino a 10 MHz, i livelli dei campi devono soddisfare le due seguenti condizioni:

dove:

  • Ei è l'intensità del campo elettrico alla frequenza i;
  • EL, i è il livello di riferimento dell'intensità del campo elettrico;
  • Hj è l'intensità del campo magnetico alla frequenza j;
  • HL, j è il livello di riferimento dell'intensità del campo magnetico;
  • a è pari a 87 V/m;
  • b è pari a 5 A/m (6.25 µT).

L'impiego di costanti (a, b) al di sopra di 1 MHz per il campo elettrico e al di sopra di 150 kHz per il campo magnetico è dovuto al fatto che la sommatoria si basa sulla densità di corrente indotta e ogni mescolanza deve essere evitata con l'eventuale effetto termico.
Per gli effetti termici, a partire da 100 kHz, i livelli di campo devono soddisfare le due seguenti condizioni:

dove:

  • Ei è l'intensità del campo elettrico alla frequenza i;
  • EL, i è il livello di riferimento del campo elettrico;
  • Hj è l'intensità del campo magnetico alla frequenza j;
  • HL, j è il livello di riferimento del campo magnetico;
  • c è pari a 87/f1/2 V/m;
  • d è pari a 0.73/f A/m.

Per la corrente in un arto e per la corrente di contatto si devono applicare rispettivamente le seguenti norme:

dove:

  • Ik è la componente della corrente sull'arto alla frequenza k;
  • IL, k è il livello di riferimento per la corrente sull'arto, 45 ma;
  • In è la componente della corrente di contatto alla frequenza n;
  • Ic, n è il livello di riferimento per la corrente di contatto alla frequenza n.
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